
Il Centro Studi per la Storia dell’Architettura (CSSAr) è lieto di presentare il settimo appuntamento del ciclo di conferenze primavera 2026, dedicato alla riflessione critica e alla divulgazione scientifica nell’ambito della storia dell’architettura.
L’incontro propone una conferenza dedicata alla figura di Tommaso De Marchis, architetto attivo nella Roma del Settecento, il cui percorso professionale offre un osservatorio privilegiato sulla trasformazione della cultura architettonica in età illuminista e sul progressivo rinnovamento del ruolo dell’architetto tra competenze tecniche, pratica di cantiere e consapevolezza intellettuale.
Lunedì 25 maggio 2026
CSSAr – Casa dei Crescenzi, via Petroselli 54, Roma
Ore 16:00
Link per seguire da remoto: https://meet.google.com/suy-vdku-ubr
Per informazioni: direttivo@cssar-casadeicrescenzi.it
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Sabina Carbonara (Università degli Studi di Ferrara)
Marco Pistolesi (MIC, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia)
Tommaso De Marchis: la carriera di un architetto nella Roma illuminista
Tommaso De Marchis (1693–1759), attivo a Roma e nel Lazio, emerge come una figura di particolare versatilità, come dimostra la varietà degli incarichi affrontati nel corso della sua carriera, tra fabbriche religiose e civili, infrastrutture viarie, opere sanitarie e interventi portuali. Il suo operato rivela notevoli capacità tecniche unite a una cifra stilistica ben riconoscibile, collocabile nel solco di quell’“Arcadia architettonica” che, a partire dalla scuola di Carlo Fontana, si fondava su principi quali stabilità, consistenza, commodità, utile e necessario, senza trascurare la buona proporzione e il decoro.
La conferenza intende inoltre mettere in luce il profilo culturale dell’architetto, anche alla luce del ritrovamento dell’inventario della sua casa-studio, da cui emerge la presenza di una biblioteca ampia e articolata, indicativa di un livello intellettuale elevato. Ne risulta il ritratto di un protagonista del Settecento romano che, con crescente consapevolezza del proprio ruolo, partecipa al processo di ridefinizione della professione architettonica già avviato alla fine del XVII secolo.







