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Centro di Studi per la Storia dell’Architettura
(CSSAr) è stato fondato da Gustavo Giovannoni nel 1939 e
inaugurato il 25
febbraio nella cosiddetta “Casa dei Crescenzi” -
avuta in concessione da
Giovannoni stesso “per un affitto a lunga durata per una
pigione simbolica”-
dove, l’anno prima, erano stati eseguiti i lavori di
adeguamento. Questi furono
limitati alle strutture lignee ancora esistenti perché, come
dirà Giovannoni
nel discorso inaugurale: “L’interno è,
[…] un palinsesto di strutture varie, scale,
pareti concave, tracce di pilastri e di mensole che dovevano sostenere
balconi
e palchi, ed a tutto sovrasta la frammentaria volta a crociera con
quelle
mensoline rappresentate nei dipinti medievali romani e che qui, qui
soltanto,
sono reali. Tutto
questo noi
abbiamo voluto lasciare intatto nel restauro, aggiungendo solo elementi
in
legname che non prendono posto nell’organismo, conservando
religiosamente tutte
le testimonianze di costruzioni, mantenendo all’insieme il
carattere
pittoresco, che vorrei dire piranesiano, di rudero vivente
[…]”.
Vennero recuperati e sistemati nella nuova sede i pannelli e i mobili a vetrina disegnati da Vincenzo Fasolo per la sala allestita dall’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura (AACAr) nel 1911 nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Un fatto significativo perché, come disse ancora Giovannoni nel discorso per l’inaugurazione, “Col Centro di Studi di Storia dell’Architettura […] rinasce l’Associazione artistica fra i cultori d’Architettura che iniziò la sua vita feconda nel lontano 1890: rinasce con tutte le sue finalità, […] volte allo studio ed alla valorizzazione dei monumenti architettonici dell’Italia, ed in particolare di Roma, […]”. Nella stessa occasione egli ricorda anche i “benemeriti finanziatori” della nuova fondazione: Marcello Piacentini, Giovanbattista Milani, Tullio Passarelli, Calza Bini, Foschini, Morpurgo, Del Debbio, Laciac, Fichera. Giovannoni riferisce che già nel 1937-1938 Edgardo Negri si era impegnato “a riannodare le antiche fila, a riordinare carte e ricordi” dell’antica Associazione; in realtà, di più di dieci anni precedente è la sua intenzione di fondare un Centro di Studi per la Storia dell’architettura e ne sono testimonianza alcune bozze di lettere a Marcello Piacentini del settembre 1926, dove emergono alcune idee che avranno seguito solo nella seconda metà degli anni Trenta. Fin da allora infatti Giovannoni esprime l’intenzione di fondare il Centro di Studi e, appena dopo, di pubblicare una nuova rivista di Storia dell’architettura di cui, dopo incertezze, solo nel 1935 ne verrà definito il nome: «Palladio». Le due iniziative sono quindi tra loro strettamente connesse; maturarono molto lentamente, soprattutto per l’impegno economico richiesto più che per assenza di adesioni ma, nonostante ciò, entrambe proseguono. E a queste si aggiunsero poi la pubblicazione del «Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura», giunto oggi al n. 41, numerose iniziative culturali, la prosecuzione dei Congressi di Storia dell’Architettura, ora alla sua XXVI edizione. Negli anni Settanta l’archivio di Gustavo Giovannoni viene trasferito nella “Casa dei Crescenzi”; dal 1980 circa, prima con la direzione di Gianfranco Spagnesi, cui segue quella di Giorgio Simoncini, vengono concluse due importanti iniziative editoriali particolarmente utili per gli studi sull’architettura del Novecento. Spagnesi si farà promotore della pubblicazione di due cataloghi dei disegni conservati dall’Associazione, uno dei disegni dei soci dell’AACAr, l’altro di quelli di Gustavo Giovannoni; Giorgio Simoncini amplierà il lavoro precedente con un catalogo riassuntivo dei disegni inventariati conservati nel Centro di Studi. Insieme al fondo Giovannoni (contenente documentazione varia relativa alle sue molteplici attività di studioso, di architetto, di docente universitario) ed al fondo AACAr, il Centro di Studi conserva anche altri fondi archivistici di architetti italiani, un archivio fotografico (vedi archivi) e una biblioteca (che raccolgono fotografie, diapositive, lastre fotografiche, volumi, riviste, appartenute a Gustavo Giovannoni e ad altri soci dell’AAACAr e del CSSAr). Il CSSAr è un’Istituzione senza fine di lucro. È stato dichiarato ente morale con D.P.R. del 25 luglio 1952, n. 4573, approvandone lo statuto (“Erezione in ente morale del Centro di studi per la storia dell’architettura, con sede in Roma”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 12 giugno 1953). L’attuale Comitato Direttivo è composto da: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Sandro Benedetti, Corrado Bozzoni, Arnaldo Bruschi, Giovanni Carbonara, Paolo Fancelli, Laura Marcucci, Tommaso Scalesse, Maria Piera Sette, Giorgio Simoncini, Bruno Valente. Ne è Presidente Laura Marcucci. Dalla fondazione, e fino alla sua morte (1947), è stato Presidente dell’Associazione Gustavo Giovannoni. In seguito: Vincenzo Fasolo (1947-49), Stefano Gentiloni Silveri (1949-51), Alberto Calza Bini (1952-56), Mario Salmi (1956-62), Guglielmo De Angelis d’Ossat (1962-66), Carlo Ceschi (1966-73), Giuseppe Zander (1974-77), Gianfranco Spagnesi (1977-91), Giorgio Simoncini (1991-99), Laura Marcucci (1999- ad oggi). |
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